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Moriremo Berluscones? parafrasando Pintor.. maggio 24, 2011

Posted by Sandro De Luca in Cinema & Cinema.
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The Tree of Life

Un film di Terrence Malick. Con Brad Pitt, Sean Penn, Jessica Chastain…- India, Gran Bretagna 2011.

Che cosa è la memoria?
Le neuroscienze ci dicono che la memoria è la capacità del nostro cervello di raccogliere e archiviare informazioni, per poi poter accedere ad esse.

Uno dei criteri per classificare la memoria è: La persistenza del ricordo.
Per cui distinguiamo:

  • Memoria a breve termine, capace di conservare una piccola quantità di informazioni per una manciata minuti.
  • Memoria a lungo termine, capace di conservare una quantità potenzialmente infinita di informazioni anche per sempre; tale tipo di memoria è fortemente collegata alla memoria emotiva.

Assisi, Chiesa di S. Francesco, Basilica superiore. Ai lati del transetto, ci sono due affreschi rappresentanti la Crocifissione ( parlo in rapporto alla mia scarsa cultura in merito ).
Uno è tracimante di dolore e pathos ( forse è del Cimabue); è avvolgente e non finiresti  mai di ammiralo.
L’altro ( non ricordo l’autore ) è qualcosa di bello  magari, ma arido, freddo e ti stanchi subito di guardarlo

“Si Deus est, unde malum? Et si non est, unde bonum? “ ( Se Dio esiste, da dove viene il male? E se non esiste, da dove viene il bene? ) rifletteva Boezio.

E’ La teodicea che è una branca della teologia che studia il rapporto tra la giustizia di Dio e la presenza nel mondo del male; tale termine fu coniato dal filosofo Leibniz.

Il progetto del film è intricante: l’arte incontra l’inconscio;  l’arte che si compiace di declinarsi tra l’immenso ed il molto piccolo ( il microcosmo  della piccola famiglia ed il macrocosmo delle immensità della natura ).

L’ end point ( diciamo noi medici ) non è stato raggiunto.

La noia ti prende subito.

No non ci siamo; questo film è un imbroglio; e imbroglioni e supponenti  sono gli sceneggiatori ed il regista ( ricordano molto qualche politico attuale che..).

E’ un imbroglio, perché banalizza temi importanti, come la teodicea, con  un racconto che non ha storia ( dov’eri  Tu quando…? Si chiede la mamma..).

E’ un imbroglio perché il regista cerca di esaltare il racconto con escamotage narrativi puerili ed inconsistenti ( sfasamenti temporali, anacronismi, incomprensioni volute…).

E’ un imbroglio perché lo spessore magico tanto decantato si risolve in arida narrazione che altro non è che un esercizio meramente intellettuale, freddo, senz’anima ( come il quadro di Assisi..).

E’ un imbroglio perché mortifica lo storytelling.

Lo storytelling, il  saper raccontare una storia che tocca le corde più profende dell’anima; il saper raccontare una storia che risveglia nel nostro cervello dinamiche ancestrali e primordiali, qualcosa che alza immediatamente il livello d’attenzione e nello stesso tempo ci rende più recettivi a  ciò che stiamo leggendo, ascoltando o guardando. Non è mestiere per il Malick attuale.

E’ un imbroglio perché è stato premiato a Cannes…

La mia memoria a lungo termine  ( quella collegata alla emotività) si è rifiutata di conservare questo deludente lavoro; poi la memoria a breve termine ha fatto il resto ( eliminandolo ).

A propsito di imbroglioni, avete visto che forse un incubo sta finendo?

No, non moriremo Berluscones.

Voto Tre su dieci

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