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I soliti comunisti.. settembre 6, 2010

Posted by Sandro De Luca in Cinema & Cinema.
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Somewhere

Un film di Sofia Coppola. Con Stephen Dorff, Elle Fanning, Chris Pontius, Karissa Shannon, Kristina Shannon. Jo Champa, Alexander Nevsky, Laura Chiatti, Simona Ventura, Philip Pavel, Julia Melim, Brian Gattas, Nino Frassica, Taylor Locke, Alexandra Williams, Rich Delia, Valeria Marini…USA 2010.

Banalità e schiocchezze si infiltrano ovunque ( Somewehere ).

Ma se c’è un luogo dove la prevalenza del cretino è insopportabile, questo luogo è l’Italia da dove bisogna subito scappare ( quando padre e figlia fuggono di nascosto da Milano, dove erano ospiti d’onore ad una trasmissione televisiva ).

Ma guarda che coincidenza.

La Milano spocchiosa ed arida del signor B; le televisioni del signor B dove il cretinismo gode la massima visibilità…Sarà Sofia Coppola una comunista che trama neanche tanto nell’ombra per danneggiare signor B?

Sarei curioso di ascoltare il pensiero ( ma pensa anche?) su questo film del  replicante Daniele Capezzone, definito il citofono del signor B ( neanche megafono, ma citofono). Sicuramente direbbe che è la solita sinistra che ormai alligna anche negli USA ( Obama docet..) che congiura contro il suo padrone..

Ma si sa il servo a volte va anche oltre le intenzioni del proprio attuale padrone. Appunto perché è un servo.

Il film scorre con  qualche nota di freschezza ( la piccola Cleo che pattina con grazia.. ) che compensano alcune lungaggini, alcuni momenti di monotone ripetività.

Il film inizia con l’immagine di una Ferrari rumorosa e fastidiosa che perpetuamente corre intorno ad un circuito  ( metafora di una vita arida e senza stimoli? ). Mistero!

Il finisce finisce sempre con l’immagine della Ferrari rumorosa e fastidiosa che termina la sua corsa ( significa che bisogna scendere per ripartire verso altri orizzonti? ). Enigma!

Ancora: i temi trattati sono temi  forti ( solitudini, rapporto padre e figli, equilibri in famiglia.. ); ma per affrontare tutto ciò penso che si richieda più coraggio, più incisività e perché no più rabbia.

Ecco manca la rabbia, l’aggressività, la sofferenza, l’emozione. In una parola manca il pathos.

E questo perché Sofia Coppola avrà conosciuto sicuramente momenti di solitudine; ma francamente in un mondo ovattato e dorato, anche le tristezze più grandi si sopportano meglio.

Se poi si aggiunge qualche scena di cui scrivevo sopra ( la prima e l’ultima in particolare ) dai dubbi significati, allora vuol dire che il film non è proprio un grande film.

Ma io non mi sento di condannare Sofia Coppola; sono troppo legato al suo film Lost in Translation; e poi perchè.. è una  comunista ( sempre secondo il citofono Capezzone ).

Voto: tra cinque e sei su dieci

Commenti»

1. alexsaoirse - novembre 15, 2010

Tutte le critiche lette dicono la stessa cosa. Bel film, belle idee ma con troppe lunghezze.. Certi lo confrontano con lo stile di Lost in translation. Quest’ultimo l’ho visto un paio di volte, perciò sono qui da diversi giorni a scervellarmi su una domanda: è consigliabile vederlo oppure no? Ma magari finirò come al solito per vederlo tra uno o due annetti quando passerà alla tele (ormai non ci mette più molto tempo). Un qualche consiglio personale? :)

2. Sandro De Luca - novembre 16, 2010

Lost in translation è una storia. Questo somewhere è qualcosa da perdere. Ho riletto ciò che avevo scritto in proposito; bè ho peccato di eccesso di generosità, ma solo per ricordo di quel film delizioso che è stato Lost in…
A presto Sandro


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