Ancora sul Poker.. Ottobre 24, 2009
Posted by Sandro De Luca in Cinema & Cinema.Tags: Baaria, Poker, Tornatore, Veterocomunista
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Baarìa
Un film di Giuseppe Tornatore. Con Francesco Scianna, Margareth Madè, Nicole Grimaudo, Angela Molina, Lina Sastri. Italia, Francia 2009.
Tanti anni fa, io giovanissimo liceale, stavo ore ad ascoltare persone che mi potevano insegnare qualcosa.
In particolare mi ricordo di un adulto, che di lavoro faceva l’ elettrauto ed era militante comunista.
Non aveva un diploma di scuola superiore e tanto meno una laurea. Quindi si presupponeva che il suo bagaglio culturale fosse non molto ricco.
E forse era vero; ma quando incominciava a parlare di politica, era un piacere ascoltarlo ed imparare.
Era un riformista: ed io ricordo bene che un mio coetaneo gli chiese il significato di quella parola così usata all’epoca ( come contrapposizione al massimalismo ); ebbene il compagno meccanico diede grosso modo la stessa risposta che il protagonista da al figlio ( battere la testa..).
La memoria universale, la nostra casa comune.
Il significato enorme di quella parola spiegato in maniera semplice, chiara; con Leggerezza.
Ma che cosa è la leggerezza? Qualcuno sosteneva che la leggerezza è una sottrazione di peso; cioè togliere peso soprattutto alle strutture del racconto e del linguaggio ( Calvino? Proust? ).
Qualcun’ altro la cerca tra le nuvole, sulle ali di un aquilone.
Altri ancora pensano che sia un’illusione. Altri sostengono che la leggerezza è libertà.
Bene io non so che cosa significhi veramente leggerezza ( Kundera ce lo potrebbe spiegare meglio).
Ma sostengo che questo film è leggero; Leggero come un sogno, leggero come una nuvola, leggero come una favola, leggero come un’emozione.
Baarìa è visionario ma non delirante, sfarzoso ma non pesante, esagerato ma non tracimante, superbo ma non pomposo.
Un cinquantennio di storia raccontato in maniera esemplare attraverso i ricordi che non cadono mai del tutto nella trappola della memoria ingannevole; in questo genere di “storytelling”, tale insidia è sempre al varco ( la memoria infatti tende a dilatare i ricordi, le sensazioni..)
La memoria ingannevole ( che a dire degli esperti ci prepara alla vecchiaia quando appunto la fanno da padrone i ricordi ) si percepisce solo nelle atmosfere troppo “buoniste” (talvolta magiche, talvolta oniriche, talvolta mitiche o leggendarie ) , nelle realtà guardate sempre con un sorriso, nelle atrocità rappresentate sempre in maniera soft.
Ma tale trappola è solo sfiorata, grazie anche ad un effetto tecnico ed un’escamotage narrativo.
L’effetto tecnico sta nella solarità e luminosità che impregnano le scene e che avvolgono lo spettatore di un calore familiare.
L’escamotage narrativo sta nella rivoluzione di ruoli degli attori: i protagonisti sono poveri e sconosciuti, le comparse attori ricchi e famosi; la qual cosa rivela la sua appartenenza politica di veterocomunista ( ma la Medusa non appartiene a Berlusconi? ).
E tornando al poker, Tornantore non appartiene alla tipologia di giocatore che pratica spesso l’All In, ma all’altra tipologia: giocatore metodico, riflessivo, non troppo fantasioso, ma comunque leggero che alla distanza vince sempre.
Voto tra sette e otto dieci
Parliamo ancora del Poker.. Ottobre 5, 2009
Posted by Sandro De Luca in Cinema & Cinema.Tags: Bastardi senza gloria, brad pitt, darwin, Disegno Intelligente, Poker, Quentin Tarantino
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Bastardi senza gloria (Inglourious Basterds).
Un film di Quentin Tarantino. Con Brad Pitt, Eli Roth, Michael Fassbender, Christoph Waltz, Diane Kruger.
USA, Germania 2009.
Ci sono due modi di giocare a Poker.
Il primo, diciamo così, metodico, regolare, programmato, prevedibile e cadenzato dalle carte che hai.
Il secondo è imprevedibile, scoppiettante, fantasioso, creativo e geniale; ogni giocata diventa di estremo interesse con o senza punteggio; è tipico di quei personaggi nelle cui vene scorre furore artistico ( magari non lo sanno ).
I giocatori “ per caso” che appartengono a questa seconda categoria, se incrociano la tua strada, ti ammaliano, ti avvolgono, ti seducono, ti estasiano; e per te diventa un piacere continuo anche se perdi gli scontri.
Sparigliano il gioco continuamente, ti spiazzano ad ogni giocata, con o senza buone carte in mano; ti costringono ininterrottamente ad un esercizio mentale; ti fanno pensare magari a quanto sono strane certe situazioni; ti fanno sentire incerto anche se hai un poker d’assi.
Lo spettacolo ed il divertimento è assicurato.
Quentin Tarantino , nel dirigere un film, mi ricorda questa tipologia di giocatori di poker.
E’ fantasioso, creativo, geniale; ogni giocata ( chiedo scusa ), ogni scena è un continuo rilancio, arrivando sempre fino al “All In”.
E tu resti sorpreso, ammaliato, interdetto da questo modo di giocare ( chiedo ancora scusa ), di condurre il film .
Il lavoro è stupendo. Ti prende dall’inizio alla fine.
Nonostante i rispettosi riferimenti ad altro cinema, nonostante il richiamo ossequioso ad altri mostri sacri ( Sergio Leone, Marlon Brando.. ), Quentin spariglia le carte continuamente in un crescendo emotivo fatto appunto di ripetuti “All In”.
La potenza narrativa dei dialoghi ( surreali, ironici, spiazzanti ), la tracimente interpretazione dei protagonisi ( tutti eccellenti, compreso Brad Pitt; in particolare poi un ufficiale Tedesco di cui non ricordo il nome ), gli impudenti anacronismi temporali, lo sfacciato stravolgimento della storia, si miscelano armonicamente per cui le varie voci soliste realizzano un resa corale dove tutto è perfetto.
Tarantino è demone, un demone sapiente.
Se posso osare, egli fa parte di quel “disegno intelligente” ( per chi ci crede ) che cadenza il progresso nel campo dell’arte, del cinema, dell’uomo.
Io, che credo in Darwin, ritengo che il nostro è stato selezionato attraverso una via collaterale della linea evolutiva umana: quella che sceglie gli elementi migliori.
Ogni suo lavoro è un punto di non ritorno; e chiunque crede di fare del buon cinema, deve partire ogni volta da dove è arrivato Tarantino.
Prima di Tarantino c’è una storia; dopo di lui c’è sempre un’altra storia.
Non aggiungo altro. Andate a vederlo e ne riparliamo.
A proposito, chissà se Quentin Tarantino gioca a poker.
Voto: nove su dieci.