Stato etico o Stato di diritto? VI Maggio 27, 2009
Posted by Sandro De Luca in Cinema & Cinema.Tags: Stato di diritto, Stato etico, Vincere, Marco Bellocchio, Assisi, San Francesco, Cimabue, Teoria del caos, Effetto farfalla
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Vincere
Un film di Marco Bellocchio. Con Filippo Timi, Giovanna Mezzogiorno, Fausto Russo Alesi, Michela Cescon, Pier Giorgio Bellocchio…Italia, Francia 2009.
Assisi, Chiesa di S. Francesco, Basilica superiore. Ai lati del transetto, ci sono due affreschi rappresentanti la Crocifissione.
Sono perfetti tutti e due ( parlo in rapporto alla mia scarsa cultura in merito ).
Ma uno è tracimante di dolore e pathos ( forse è del Cimabue), l’altro ( non ricordo l’autore ) è qualcosa di bello magari, ma senz’anima.
Il film è elegante; signorile; fine; in una parola è un film aristocratico.
Non una parola fuori posto; non un’inquadratura sfasata; non un colore inopportuno
Audace ma non volgare; provocatore ma non villano; sfrontato ma non insolente.
In una parola: perfetto.
C’è la teoria del caos ( non ricordo bene di che parla ) della quale mi colpì “l’effetto farfalla” ( se una farfalla batte le ali più intensamente in Corea, può verificarsi un tornado in un’altra parte del mondo). Beh, forse è meglio che mi vado a riguardare queste teorie.
Ecco forse manca un po’ di caos come tipico di queste grandi epoche di storia, forse manca l’effetto farfalla.
Insomma manca quel senso di imprevedibilità che fa volare una storia ( falsa o vera che sia ) in alto, tra i sogni e le fantasia del “c’era una volta”.
Insomma il film oscilla come un pendolo tra le due Crocifissioni nel transetto della Basilica superiore di S. Francesco d’Assisi.
Piuttosto il messaggio che si può cogliere ( ahia il messaggio famoso che non poteva mancare in un lavoro di Bellocchio ) è il rapporto tra governo che evolve ( involve ) in potere che involve in dominio assoluto da parte di qualcuno.
Cioè quando muore lo Stato di diritto e si costruisce lo Stato etico.
Mussolini intuì in maniera geniale la potenza dell’immagine, anche se non c’erano le televisioni.
Mussolini capì l’importanza di controllare i mass-media dell’epoca.
Mussolini si convinse che la sua immagine privata ( costruita ad arte ) doveva coincidere con quella pubblica e dare una sensazione di pace, serenità.. “del tutto va bene”, al popolo. E guai se qualche oppositore di centrosinistra ( chiedo scusa ) dell’epoca o qualche giornalista creasse qualche elemento perturbatore di tale immagine. Fosse anche una moglie ed un figlio.
Filippo Timi è bravo; la Mezzogiorno rimane una promessa.
Bel film, bello l’affresco della Crocifissione, ma non è del Cimabue.
Voto sei su dieci
ho letto prima l’e.mail e poi il blob e ho trovato iltuo parere sul film….molto interessante e come sempre profondo.Io mi sono soffermata su aspetti meno artistici e poetici.Prima di tutto mi ha fatto paura verificare le somiglianze di allora con il monento che stiamo vivendo..Brecht ha scritto un bellissimo dramma “la prevedibile ascesa di Arturo Ui”…prevedibile..eppure è avvenuta e abbiamo avuto Hitler,Mussolini ….ma allora visto che è prevedibile perchè non agiamo in modo da arginare ogni tipo di assolutismo?Forse perchè l’assolutista sa trovare i modi per tenerci impegnati in altro? Una delle scene più belle del film per me è stato il momento del duello di Mussolini e dietro alui si vedevano tutti quel comignoli da dove usciva quel fumo nero..presagio di futuro oscuro..ecco forse dovremo gettare sugli italiani tanto tanto fumo nero per svegliarli.
“Se una rana viene gettata su una pentola d’acqua bollente, reagisce prontamente balzando fuori con un gran salto al solo contatto delle sue zampe col calore. Ma se mettiamo una rana in acqua tiepida e poi scaldiamo la pentola gradatamente, essa non si accorgerà del variare della temperatura e, senza reagire, finirà bollita”
Ecco questa storia ti fa capire in parte quanto ” i poteri forti” incidano sempre più sulle nostre vite; con tale invadenza e persuasione da annichilire o indebolire la nostra capacità di indignazione.
Praticamente ci trattano come le rane.. Da qui gli assolutismi non necessariamente ad impronta dittatoriale; da qui il regime ” democratico”.
Quale rimedio? Nessuno. Ma se conserviamo la nostra capacità di incazz.. Ciao Elena bentornata