Tutto ciò, signori delegati…è riassunto nel grido che, ogni giorno, gli oppressi de mondo proclamano.. ….Questo motto è: Patria o Morte ,1964 discorso ONU Maggio 10, 2009
Posted by Sandro De Luca in Cinema & Cinema.Tags: Benicio del Toro, Che - Guerriglia, Che Guevara, cinema, Concilio Vaticano II, Passione di Cristo, Steven Soderbergh, Teologia della liberazione
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Che – Guerriglia
(Che: Part Two)
Un film di Steven Soderbergh. Con Demiàn Bichir, Rodrigo Santoro, Benicio Del Toro, Catalina Sandino Moreno… Produzione Spagna, Francia, USA 2009.
« Venerabili Fratelli e Diletti Figli Nostri! Pronunciamo innanzi a voi, certo tremando un poco di commozione, ma insieme con umile risolutezza di proposito, il nome e la proposta della duplice celebrazione: di un Sinodo Diocesano per l’Urbe, e di un Concilio Ecumenico per la Chiesa universale. ».
Iniziava il Concilio Vaticano II. Stavamo gli inizi degli anni ’60.
Concilio voluto da Papa Giovanni XXIII; un grande
Nonostante gli evidenti contrasti con la componente tradizionalista, fu un vero e proprio Concilio “ecumenico”: raccolse cardinali, patriarchi e vescovi cattolici da tutto il mondo, ribadendo in maniera forte l’universalità della Chiesa, in tutte le sue realtà e diversità: ovvero la riscoperta di una Chiesa popolare.
In questo contesto nasceva il movimento della Teologia della Liberazione, prevalentemente nei regimi repressivi sudamericani.
“La situazione attuale della maggioranza dei latinoamericani contraddice il disegno divino.. La salvezza cristiana include una liberazione integrale dell’uomo… la liberazione economica, politica, sociale e ideologica, come visibili segni della dignità umana”.
Questo era il fondamento della Teologia della Liberazione. Qualcosa di straordinario.
Steven Soderbergh e Benicio Del Toro si sono ispirati a questo movimento cattolico; hanno realizzato un film pregnante di fede, speranza, sofferenza. Una passione: La Passione di Cristo.
I tempi sono quelli della Pasqua. Il ritmo è della via Crucis. L’asma incalzante del Che, espressione di quell’attimo di debolezza di Cristo ( Padre perché mi hai..? ). I discepoli, umili compagni di una grande avventura. I traditori per trenta danari, pochi.
Ma che furbo questo Steven Soderbergh!
Ti fa intendere che non pretende assolutamente di farti sposare le causa rivoluzionaria per i poveri, gli umili, gli emarginati, i diseredati; non ti vuole convincere di lottare per tutti i “ sud del mondo”.
Ma poi realizza un lavoro che ti coinvolge, che rimuove tutte le stratificazioni del tempo che hanno in qualche modo messo in un angolo profondo della tua coscienza gli ideali nobili che hanno accompagnato la tua crescita.
Ideali che si ripresentano potenti ed immensi a tal punto da ricreare in te una voglia di combattere, per una società migliore.. va beh, adesso sto scantonando.
Non ci sono primi piani enfatici , non ci sono eroismi, ma solo pathos ed un’aura dolente, percezione della imminente fine.
Ma è indubbio che il senso di religiosità presente nel film pervade lo spettatore, che resta ammutolito ed in grande rispetto verso il Che combattivo, disperato e mai domo.
Le sequenze sono magistrali, di alta scuola come l’ultima quando il Che cade per terra e tu cadi con lui; quando il Che guarda il suo assassino mentre la vista si offusca per la morte imminente; ed anche i tuoi occhi si offuscano ma per qualche lacrima. Mi fermo qua.
Benicio Del Toro è immenso nella sua bravura.
Voto otto su dieci
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