..Il filosofo inglese Bacone pensava che l’intelletto umano potesse… Novembre 30, 2008
Posted by Sandro De Luca in Cinema & Cinema.Tags: bacone, berlino, cinema, dialetto, diversità, doppiaggio, francia, giù al nord, multicultura, multietnia, parigi
add a comment
Giù al Nord
Un film di Dany Boon. Con Kad Mérad, Dany Boon, Zoé Félix, Philippe Duquesne, Line Renaud. Francia 2008.
..Il filosofo inglese Bacone pensava che l’intelletto umano potesse, mediante la conoscenza, liberarsi dai pregiudizi (i famosi quattro idola) e dar vita ad un percorso conoscitivo certo..
Qualche anno fa sono stato invitato a Berlino per un congresso di Cardiologia.
Per me la decisione di andare in quella città è stata molto “sofferta”; convinto di trovare una città troppo “ costruita”, piatta sul piano culturale; convinto di dovermi adattare ad un modo di mangiare a base di patate e birra, mentre orde di naziskin sfilavano per la città pronti a qualsiasi violenza.
Berlino è bellissima. E’ stupenda nella sua storia, nelle sue costruzioni, nella conservazione del verde, nella spumeggiante multicultura, nel mangiare diversificato , nei vini ( non da vitigni autoctoni ), nella estrema tolleranza ( c’è una amultietnia ben realizzata)… Beh andate a Berlino..
Che cosa è il preconcetto? Come nasce il pregiudizio” Perché ci costruiamo delle gabbie dogmatiche che tanto limitano la nostra conoscenza ed i nostro pensiero?
Le risposte ovviamente, come dicono gli esperti, sono tante. E le lasciamo a loro.
L’incipit è per parlare di questa piacevole commedia, che nasce da un pregiudizio legato a una regione della Francia: il Nord sopra Parigi, considerato dai francesi un luogo grigio e nebbioso, dove fa freddo e piove sempre ed è abitato da gente rude, ubriacona, poco socievole e dai gusti strani; per di più parlano un’incomprensibili dialetto.
Da questo pregiudizio nasce il titolo italiano ( azzeccatissimo ) “Giù al Nord” che gioca infatti sul ribaltamento del cliché settentrione ricco e civile, meridione povero e arretrato, che è poi l’idea vincente del film.
E’ una commedia dai toni farseschi , che si snoda in un buffo teatrino degli equivoci; ma è anche un potente e simbolico invito al dialogo al di là delle diversità di lingua, di costume e di cultura; il tutto realizzato in maniera innocente, leggera, e tra continui sorrisi.
Bravissimi i doppiatori ed i traduttori, che in qualche modo hanno creato una nuova lingua.
Correte a vederlo; forse sono gli ultimi giorni..
Voto: otto su dieci
“Non omnis moriar…” (Orazio, forse) Novembre 26, 2008
Posted by Sandro De Luca in Cinema & Cinema.Tags: bonneville, orazio, quel che resta di mio marito, road movie, thelma e louise
add a comment
Quel che resta di mio marito
(Bonneville)
Un film di Christopher N. Rowley. Con Jessica Lange, Kathy Bates, Joan Allen, Tom Skerritt, Christine Baranski, Victor Rasuk, Tom Amandes, Tom Wopat, Bruce Newbold, Kristin Marie Jensen, Ivey Mitchell, Evan May, Erin May, Laura Park, Lyn Vaus, Amber Woody, Skip Carlson, Steve o’neill, Arabella Field, Nancy Roth. USA 2008.
“Non omnis moriar… No, non sarà la fine. Gran parte di me sfuggirà alla morte” ( Orazio, forse )
Non sono Thelma e Louise; meno male.
Fu un film che allora fece scalpore; i vari critici “ blasonati” ne fecero di queste due ragazze delle eroine, delle icone, con motivazioni psicosociali che francamente mi nausearono. Tra l’altro il film lo trovai noioso, come noiosi sono capaci di essere a volte solo i bravi artisti, proprio perché bravi.
Un’urna, con le ceneri del marito recentemente scomparso di Jessica, è il pretesto che da inizio alla narrazione.
Tre ottime interpreti ultracinquantenni come Jessica Lange, Kathy Bates e Joan Allen, le cui storie si dispiegano, a volte centrifughe a volte centripete, rispetto ad un oggetto che si anima, si amalgama con loro, e fa da collante alle multiformi sensazioni che le tre donne, un po’ attempate, vivono ed hanno vissuto con dei percorsi estremamente diversi.
L’oggetto in questione è una Cadillac Bonneville decapottabile rosa “vintage” , testimone silenziosa di amori passati, di amori presenti e soprattutto di nuovi approcci alla vita.
E’ un road-movie gradevolmente retrò; è un viaggio che si trasforma è una sorta di pellegrinaggio per tutte le nostre eroine; un pellegrinaggio in nome dell’amore, della passione, della libertà.
Ma così, senza rancori, senza rabbia, senza rimpianti.
Mentre la decappottabile rosa le accompagna complice e sempre silenziosa.
Film delicato, crepuscolare , dove la fanno da padrone i ricordi, con la loro struggente malinconia, e le speranze di un futuro sicuramente sorridente.
Voto: tra sei e sette su dieci
Che significa “film d’autore”? Novembre 25, 2008
Posted by Sandro De Luca in Cinema & Cinema.Tags: Alejandro Jodorowsky, Anne Hathaway, Bunuel, El Topo e La montagna sacra, famiglia, film d'autore, matrimonio, obama, rachel getting married, rachel sta per sposarsi
add a comment
Rachel sta per sposarsi
(Rachel Getting Married)
Un film di Jonathan Demme. Con Anne Hathaway, Rosemarie DeWitt, Mather Zickel, Bill Irwin, Anna Deavere Smith, Anisa George, Tunde Adebimpe, Debra Winger, Jerome Le Page, Beau Sia, Dorian Missick, Kyrah Julian, Paul Lazar, Robert Castle, Jim Roche, Carol Jean Lewis, Herreast Harrison, Gonzales Joseph, Donald Harrison Jr, Fab 5 Freddy, Victoria Haynes, Tareq Abboushi, Johnny Farraj, Gaida Hinnawi, Dimitrios Mikelis, Amir El Saffar. USA 2008.
Che significa film d’autore?
“Essenzialmente film palloso, come Dies Irae di Carlo Teodoro Dreyer (nove tempi) o L’uomo di Aran di Flaierty (sette bobine) o il capolavoro di tutti i tempi, LA CORAZZATA POTIOMKIN di Serghei M, Eisenstain (sei ore e quaranta)”
Epocale a proposito l’intervento di Villaggio: “La corazzata Potio.. è una boiata pazzesca” seguirono 90 minuti di applausi.
Ho letto questa definizione da qualche parte, e concordo pienamente.
Aggiungo altri film visti ai tempi dell’Università ( era un must per noi giovni perisessantottini ) quelli di Alejandro Jodorowsky quali El Topo e La montagna sacra caratterizzati da un surrealismo provocatorio, grondante orrori e magia ( vi assicuro ci fecero due.. ); ancora alcuni film di Bunuel, ma la lista sarebbe lunga
Ma allora la domanda è: il film d’autore , di impegno dev’ essere sempre noioso, “ palloso”?
Assolutamente no.
Pur non sapendo dare un definizione, sostengo che “ Rachel sta per sposarsi “ è un film d’autore, se per tale intendiamo un film bello.
Perché poi alla fin fin fine non esistono film di cassetta, d’autore, d’essai, leggeri o impegnati. Esiste il film brutto o il film bello.
E’ una storia di vite interrotte, di vite sospese, di vite astratte, di vite contraffatte
Kym (Anne Hathaway), è una vita interrotta , che per anni ha vissuto segregata nei centri di recupero, dai quali è entrata e uscita ripetutamente.
Nella parte iniziale c’è un momento in cui Kym appena tornata nella casa di famiglia va in giro per i piani ed entra, per pochi attimi, in una luminosa stanza per bambini.
Si sentono le note di un violino. Questa è la scena chiave che incombe sui fantasmi e le fragilità dell’intera famiglia; ma la caduta di stile della facile spettacolarizzazione del dolore è sempre evitata.
La mamma (Debra Winger ) è una vita contraffatta; memorabile lo’incontro scontro con Kym nella parte finle e la scena del suo rifiuto a restare per spettegolare del dopo cerimonia come teneramente chiedeva la fresca sposa Rachel.
Il padre è una vita sospesa che vive in funzione silo dei figli e contribuisce a rendere gradevole la festa con momenti ilari e domestici (la gara tra suocero sul carico di una lavastoviglie ).
Il marito di Rachel. Un nero, per lo più hawaiano, che sposa una bianca di ottima famiglia.
“L’amore ai tempi di Obama”.
Il tutto reso estremamente colorato dall’incrocio di razze, che sono i tanti amici di questa famiglia normale, dove ognuno di noi può riconoscersi in piccola scena.
E riconoscere anche quelle due ragazze che abitano sul famoso pianerottolo ( mi sono sempre chiesto dove sia questo pianerottolo ), ragazze espressive, che ti incuriosiscono e che ti ispirano fiducia e senso di protezione. E che si chiamano Rachel e Kym.
E’ un film d’autore.
Voto: sette su dieci
Spaesati V Novembre 23, 2008
Posted by Sandro De Luca in Cinema & Cinema.Tags: casini, demenza, finocchiaro, fioroni, francesco cossiga, melandri, michele serra, Moretti, movimento studentesco, napoli, rutelli, santoro, spesati
1 comment so far
SPAESATI V
“..Anche da noi la destra ha avuto la capacità propagandistica di far credere che popolari siano le sue istanze, e la sinistra sia un’accolita di professorini privilegiati ..” M.Serra
Primo pensiero: La Scuola Pubblica ha come protagonisti insegnanti che meriterebbero almeno degli elogi da parte del ministro House- Gelmini o da parte dell’ energumeno.. Brunetta; mentre arrivano offese gratuite ed ingiuste ( guadagnano tanto, sono fa tutti fannulloni.. ).
A chi si devono rivolgere questi insegnanti per far valere le loro giuste ragioni?
Ovviamente ai loro referenti politici; ovvero a politici ed intellettuali di alto profilo del mio e del loro schieramento.
Ad esempio l’on Rutelli, l’on Finocchiaro, l’on Melandri, l’on Fioroni ( recente ministro all’istruzione ), l’assessore campano Velardi, Santoro, Nanni Moretti, Bertinotti, Bianca Berlinguer, Adinolfi, ed altri che adesso non ricordo.
Ma queste insegnanti pensano davvero che Fioroni, i Rutelli, Melandri Finocchiaro possano ascoltarle in difesa della Scuola Pubblica? Assolutamente NO.
I loro figli sono iscritti a prestigiose scuole private.
Per carità, è una scelta legittima la vostra, cari Rutelli, Fioroni, Finocchiaro, Melandri .. , ma non dovete assolutamente farvi difensori del ruolo della Scuola Pubblica. ( L’etica è…ma no, per voi l’etica è una parolaccia ed è inutile spiegarvi che cosa è ). Sono Spaesato integrale.
Secondo pensiero: Ormai da tempo si parla di riconoscimento di coppie di fatto.
Mi sembra una scelta legittima per chi crede in questo tipo di scelta.
La maggior parte dei parlamentari ( soprattutto quelli di centrodx ) sono contrari.
Bene forse qull’uno che sta leggendo questo blog non sa il il Parlamento italiano riconosce ai suoi eletti il diritto di convivenza; cioè una coppia di fatto ( non unita in matrimonio ) è riconosciuta come tale dal Parlamento con tutti i vantaggi che comporta questo riconoscimento ( assistenza, assegni familiari..).
Cioè i parlamentari che predicano contro il divorzio e contro il riconoscimento delle coppie di fatto, godono invece tutti di questo sacrosanto diritto ( L’on Casini, sedicente cattolico, ha fatto una battaglia elettorale contro il divorzio ed il riconoscimento delle coppie di fatto; lui che è divorziato, ha convissuto per lungo tempo con riconoscimento del Parlamento e poi si è risposato).
Per carità on Casini e company, rispetto le vostre scelte. Ma perché voi…mentre noi..Sono Spaesato totale.
Terzo pensiero. Il Presidente Cossiga, sulle occupazioni universitarie, ha suggerito l’ infiltrazione di persone “giuste” tra gli studenti, augurandosi che avvenga qualcosa di terribile ( magari la morte di un bambino ) in modo che le forze dell’ordine possano efficacemente e duramente intervenire per contrastare la meravigliosa e pacifica onda studentesca.
Ma se il Presidente è convinto di questa strategia ( che sembra che parta da lontano, da molto lontano), è lecito avere qualche dubbio su tutto ciò che è successo, durante i suoi trascorsi mandati politici , con e tra i giovani studenti.
Bene non voglio intervenire in merito al movimento studentesco e tantomeno sul Presidente Cossiga. Ho le mie idee neanche tanto nascoste.
Voglio invece parlare di Demenza.
Si intende per demenza, grossomodo, una regressione essenzialmente intellettiva che può avere vari gradi di severità.
Le cause sono tante; una è senz’altro l’età che avanza.
Esistono segnali e sintomi che ci orientano nella diagnosi ( tra cui caduta dei freni inibitori, difficoltà nel pensare, nel ragionare nel ricordare.. ).
Se diagnosticata precocemente, ai primi segnali, si può..
Saluti senatore Cossiga, è stato un ottimo Presidente della Repubblica Italiana.
Lunga vita all’onda.. Sono Spaesato integrale.
Quarto pensiero breve. In un paese vicino Napoli… La prossima volta.
Caro Serra, la destra dal “ pensiero sbrigativo”, che non tenta e non vuole camuffarsi, secondo te non ha facile gioco con questa variegata umanità, in cui noi abbiamo creduto ed in cui adesso stentiamo a credere perchè hanno un potere ( non consenso ) non più illuminato?
Se ti trovi a navigare per questi mari, dammi una risposta; altrimenti mi puoi rispondere quando verrai, se verrai ancora, alla Feltrinelli di Napoli dove ti porrò sempre la stessa domanda: La satira è di dx o di sn?
“La follia è una condizione umana…” – Franco Basaglia Novembre 22, 2008
Posted by Sandro De Luca in Cinema & Cinema.Tags: angelina jolie, changeling, clint eastwood, crisi del '29, franco basaglia, grande depressione, legge basaglia, manicomi, million dollar bab, pena di morte
add a comment
Changeling
Un film di Clint Eastwood. Con Angelina Jolie, John Malkovich, Jeffrey Donovan, Colm Feore, Jason Butler Harner. USA 2008.
Changeling: bambino sostituito furtivamente a un altro.
Due sono i motivi che mi hanno invogliato a vedre questo film: lo strano connubio tra il cavaliere solitiraio Clint attore e regista formidabile, e colei che fino a pochi anni fa era la regina del dark ( oggi mamma felice di vari figli naturali e non ) ed ora impegnata su un tema civile e sociale.
L’altro motivo è stato Antonio, il cassiere del cinema: “Dottò avete presente Million dollar baby? Questo non se lo vede proprio.”
Ragioni più che sufficienti per ritrovarmi seduto all’ultima fila, lateralmente, per guardare il film.
Los Angeles, marzo 1928. Christine Collins, è una giovane madre single che lavora in un centralino; al suo ritorno dal lavoro fa una terribile scoperta. Non trova più il figlio Walter.
Denuncia la scomparsa alla polizia che però in quel periodo è una delle istituzioni più corrotte dello Stato.
Questo è l’incipit. Poi succede…
Clint scrive un altro capitolo della storia americana; sarebbe meglio dire una contro storia dell’altra america, illuminando le vite di personaggi minori, talvolta ai margini.
E lo fa raccontando una storia non inventata ma realmente accaduta qualche decennio fa, negli USA, tra gli anfratti del “grande sogno americano”.
E’ una storia dura, forte che va toccare le ansie di ogni madre; la madre resa in maniera impeccabile dalla ex icona del dark, con una recitazione algida e composta ma estremamente efficace per l’incubo che sta vivendo.
E attraverso questa storia di una madre, si racconta la storia della donna sempre umiliata nel suo essere donna.
Si racconta la storia di bambini visti non come persone bambini ma dei sottoposti.
Si racconta la storia di un certo potere corrotto e soffocante contro cui a volte non puoi nulla.
Si racconta la storia sulla liceità della pena di morte.
Si racconta soprattutto la vergognosa storia dei malati di mente o presunti tali, considerati senza possibilità di recupero.
E qui il pensiero va a allo splendido psichiatra Franco Basaglia, cui diciamo ancora grazie per la sua “Legge Basaglia”
« La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d’essere »
Un’approccio rivoluzionario alla malattia mentale.
L’effetto immediato fu la chiusura dei manicomi-lager e la nascita di strutture psichiatriche territoriali dove poter seguire il malato.
Una considerazione. Al di là delle terribili vicende personali di Christine, la precisa ed elegante ricostruzione dei luoghi, perfetta nei particolari, il tono allegro e spensierato nel ricordare una delle prime notti dei premi Oscar, non fanno proprio pensare che dopo due anni sarebbe iniziata la grande depressione ( Crisi del ’29 ) che tanti sconvolgimenti portò nel mondo fino alla catastrofe della II guerra mondiale.
Per caso adesso stiamo già ad un punto di non ritorno? Che ne pensate?
All’uscta dal cinema: “Il film non è male ma non è assolutamente “Million dollar Baby” ho detto ad Antonio il cassiere.
Voto tra sei e sette su dieci
“Signore, dammi la forza di cambiare le cose…” – San Tommaso Moro, forse Novembre 16, 2008
Posted by Sandro De Luca in Cinema & Cinema.Tags: eluana, Eutanasia, san tommaso moro, sequel, spaesati, stato vegetativo permanente
add a comment
GLI SPAESATI IV
“Signore, dammi la forza di cambiare le cose che si possono cambiare.
Dammi il coraggio di accettare le cose che non si possono cambiare.
Signore, dammi il buonsenso di distinguere le prime cose dalle seconde” ( San Tommaso Moro, forse )
L’articolo 32 della Costituzione Italiana sancisce il diritto ad essere assistiti nel miglior modo possibile, ma non obbliga a curarsi.
Quando questa norma è stata scritta, situazioni come quelle di Eluana non erano immaginabili; non esisteva la respirazione artificiale, la nutrizione artificiale, e tutte gli altri artifici ; non era pensabile che si fosse vivi ma non lucidi, incapaci di decidere del proprio destino
E’ vero non esiste una legge, per cui i magistrati, almeno una volta, hanno colmato seconda coscienza e legalità un vuoto, un vuoto immenso riguardante il delicato problema delle “ Direttive Anticipate ”; e soprattutto, hanno colmato un vuoto che ha consentito ad Eluana di scegliere attraverso la voce dello straziato padre Beppino.
Una certa parlamentare Roccella ( non so quale sia il suo lavoro di origine ) sostiene “ che è in dubbio che Beppino Englaro ha vinto la sua battaglia legale ed ideologica; ora nei confronti della figlia può fare ciò che vuole”.
Un disprezzo totale per il dolore un padre che per la seconda volta accompagna la figlia alla morte ( perché Eluana è morta 16 anni fa ).
Un’infamia che sicuramente si ritorcerà contro la signora ( ? ) Roccella, contro la sua coscienza, ammesso che dia spazio alla coscienza, presa com’è a recuperare voti.. Sono sconcertato, Spaesato
Facciamo un passo indietro.
Esiste una terapia medica non farmacologica ed una terapia medica farmacologica ( cioè con farmaci ).
La terapia medica non farmacologica è quella che non richiede l’uso di farmaci ; ad esempio l’idratazione e l’alimentazione artificiale ( mediante sondino naso-gastrico nel caso di Eluana ).
Ora se si decide, per un malato a termine, di non accanirsi, la prima cosa che si fa è sospendere la terapia e quindi anche l’idratazione e l’alimentazione artificiale, che sono ripeto vere e proprie terapie e non ordinarie misure assistenziali ; supporti assistenziali sono pulizia, osservare i decubiti ( non far decombere il malato sempre dallo stesso lato) somministrare i farmaci, cambiare il catetere vescicale, somministrare clisteri e così via.
Quindi trattasi non di Eutanasia o omicidio, ma di “ non accanimento terapeutico”, cara signora ( ?) nonché parlamentare Roccella ( si informi presso il suo medico di famiglia; ah ma non ha tempo, è impegnata a recuperare voti.. )
E’ triste considerare che c’è voluta una sentenza di magistrati per stabilire da che parte sta l’amore; quell’amore immenso, quella protezione infinita che solo un padre sa dare, quell’amore che doveva essere suffragato da qualche mano pietosa, che è sempre intervenuta in molti casi del genere, così in maniera riservata , silenziosamente, delicatamente, rispettosamente; quella’amore immenso che resta nonostante gli schizzi di fango delle varie signore ( ? ) Roccella ( ah i voti ). Sono allibito. Sono spaesato.
Io ho grande rispetto per la Chiesa ( anche se spesso si contraddice ). In fondo svolge il proprio compito.
Ma il mio apparente scoramento diventa indignazione, quando ascolto o leggo frasi che esprimono un’ignoranza ed un’opportunistica ingerenza su materie che richiedono dei seri confronti ( ma ci sono i voti dei cattolici da recuperare.. ).
Ad ogni buon conto, onde superare anche questi interventi meschini, l’unica possibilità è la legge sul testamento biologico
Il testamento biologico, o come adesso si dice DIRETTIVE ANTICIPATE, è un documento che si firma quando ci si trova nel pieno possesso delle proprie capacità fisiche e mentali; e nel quale si esprime la volontà di non essere mantenuti in vita qualora la sopravvivenza sia solo artificiale. Ne riparleremo
Attraverso questo blog piccolo piccolo ti saluto Eluana; adesso nessuno ti.. Ma poi c’è Beppino che ti protegge sempre.
“Io ho un solo amico, è l’eco…” – SØREN KIERKEGAARD Novembre 13, 2008
Posted by Sandro De Luca in Cinema & Cinema.Tags: 21 grammi, arriaga, astrologia, babel, capricorno, charlize theron, cinema, filosofia, Kierkegaard, kim basinger, saturno, the burning plain
4 comments
Io ho un solo amico, è l’eco: e perché è mio amico? Perché io amo il mio dolore e l’eco non me lo toglie. Io ho un solo confidente, è il silenzio della notte. E perché è il mio confidente? Perché il silenzio tace. - SØREN KIERKEGAARD
The Burning Plain – Il confine della solitudine
Un film di Guillermo Arriaga. Con Charlize Theron, Kim Basinger, Jennifer Lawrence, José María Yazpik, Joaquim de Almeida. – USA 2008.
Per chi ci crede,” l’astrologia è una porta aperta sull’enigma della natura e dell’uomo; quindi non ci si può avvicinare ad essa con superficialità, né pensando che rifletta le fatalità della vita. Il fine di questa meravigliosa scienza dev’essere quello di prestarci aiuto nella comprensione di noi stessi e degli altri e agire quindi di conseguenza”.
A Saturno ( governa il segno del Capricorno- il mio ) vengono associati significati diversi tra cui la melanconia ( ne riparleremo ) ma soprattutto la solitudine.
Bene, Saturno governa questo film che narra una storia di solitudini.
Una storia al femminile raccontata con gli sfasamenti temporali cari allo stile narrativo di Arriaga, ma che adesso più che di un escamotage narrativo, sembra una furbizia dello sceneggiatore sia per tenere desta l’attenzione dello spettatore, sia per mascherare una regia schematica e scolastica ma senz’anima.
Ecco manca l’anima in questo film; quell’anima che tracima da “21 grammi”, si intravede in “Babel”, e che è assente in quest’ultimo lavoro.
Alla fine diventa un melodramma che sa di minestra riscaldata.
Il film e’ lento e noioso, troppa tristezza gratuita per cui quello che è rappresentato come inferno di solitudini, nel complesso risulta pesante, senza interesse particolare.
Non mi hanno convinto le attrici: alla Theron qualcuno doveva sempre ricordare di fare una faccia triste.
Alla Basinger qualcuno doveva continuamente suggerire di essere una amante che sa di essere tale.
Meno male che c’è la piccola Maria, l’unica credibile ( insieme allo zio ), che ci fa ricordare che Saturno ha anche caratteristiche positive, quali la meticolosità nel compiere lavori minuziosi, la perseveranza nella ricerca e la capacità di esercitarsi con la dovuta pazienza.
Ed è quello che consigliamo ad Arriaga…
Voto: quattro su dieci
La Satira è di destra o di sinistra? Novembre 9, 2008
Posted by Sandro De Luca in Cinema & Cinema.Tags: ben stiller, destra, guerra, Hollywood, mash, monicelli, nick nolte, Pentagono, politica, satira, sinistra, tropic thunder
4 comments
Tropic Thunder
Un film di Ben Stiller. Con Robert Downey Jr., Ben Stiller, Jack Black, Bill Hader, Nick Nolte. USA, Germania 2008
“Una risata vi seppellirà” non è stata detta da una persona in particolare ma è un famoso slogan anarchico di fine ‘800 tornato molto popolare durante il sessantotto . In questo periodo, infatti, circolava la fotografia di un anarchico che, malgrado le manette ai polsi, rideva dei carabinieri che lo portavano in caserma.
“Una risata vi seppellirà” voleva dire proprio questo: che l’oppressione e la disuguaglianza sarebbero state sconfitte con la gioia di chi ha la consapevolezza di lottare per i propri diritti.
Il cortocircuito slogan anarchico e la satira si è innescato.
Ma cos’è la satira? E soprattutto la satira è di destra o di sinistra?
Sin dall’Antica Grecia la satira è sempre stata fortemente politica, occupandosi degli eventi di stretta attualità per la città , ed avendo una notevole influenza sull’opinione pubblica-
La satira, quindi, possiamo dire è un genere comico che si occupa da sempre di temi rilevanti; e attraverso la risata semina dubbi, smaschera ipocrisie, attacca i pregiudizi e mette in discussione le convinzioni.
Per questo motivo è sempre stata soggetta a violenti attacchi da parte dei potenti di ogni epoca.
Bene, il film in questione ci fa assistere, con incredibile spregiudicatezza, a situazioni farsesche che lasciano il segno: non c’è tabù militarista che il regista non sembri disposto a irridere senza mezzi termini, con un umorismo nero che fa venire i brividi per la sua stretta connessione con la realtà ( non dimentichiamo che gli USA sono tuttora impegnati in una guerra asiatica ).
Il film diverte, fa ridere, fa ridere molto e morde; è irriverente e dissacrante con gags surreali e grottesche.
Forti le interpretazioni di tutti gli attori; non una battuta fuori posto, non un dialogo sbagliato. Veleggiamo verso il capolavoro
Ma.. scusatemi; la mia transitoria dislessia mi ha fatto cadere in una trappola.
Pensavo al film Tropic Thunder, ma la mano ha scritto di M*A*S*H (Un film di Robert Altman, con Sally Kellerman, Donald Sutherland, Elliott Gould, Robert Duvall, USA 1970 ) una scatenata, divertente e impertinente farsa antimilitarista che fece epoca.
Bene tutto quello che ho scritto finora su MASH non va assolutamente applicato a Tropic Thunder, che è quanto di peggio abbia visto negli ultimi decenni, sotto ogni punto di vista.
E’la suprema rappresentazione della totale carenza di idee. Noioso, volgare, battutacce da caserma.
Far ridere è un’arte, la più difficile; soprattutto quando si parla di guerra. Ripenso al nostro Monicelli con la sua “ Grande Guerra” che non ha insegnato nulla a Ben Stiller.
Voleva essere una satira al modo di rappresentare, da parte di un certo cinema americano, un evento tragico tipo la guerra?
Il bersaglio è dunque Hollywood, non il Pentagono ? Intento nobile ma la resa fallimentare.
Thunder vuole irridere la retorica reducistica e le nevrosi connesse? Bene devo dire che qui ci riesce con un godibile Nick Nolte falso veterano di guerra.
Ma tutto il resto è robaccia..
Adesso mi sorge un dubbio. Ho visto che sul film fioccano commenti positivi, si sprecano recensioni entusiaste, è un continuo “consigliatissimo”,”esilarante” soprattutto da parte di critici che fanno questo per mestiere.
A mio avviso questi critici “blasonati” o non vedono il film, o ragionano secondo la logica aristotelica dell’ “ipse dixit” ( riferito a se stessi ) o sono..
Non abbiamo risposto all’altro interrogativo: la satira è di destra o di sinistra ?
O meglio perché la satira di destra è solo parodia che non graffia, in genere becera e volgare, mentre la satira di sinistra fa ridere e morde?
E voi che leggete che ne pensate?
Alla prossima..
Voto: 2 su dieci per Tropic Thunder—otto su dieci per MASH
“La città di Leonia rifà se stessa tutti i giorni…” I. Calvino Novembre 2, 2008
Posted by Sandro De Luca in Cinema & Cinema.Tags: Botero, Buster Keaton, Charlie Chaplin, Isaac Asimov, Italo Calvino, Le città invisibili, le leggi della robotica, Leonia, Pixar, robot, Steve Jones, Wall-E, Walt Disney
add a comment
WALL•E – Un film di Andrew Stanton – Produzione USA 2008. – Walt Disney
Primo pensiero :
“La città di Leonia rifà se stessa tutti i giorni: ogni mattina la popolazione si risveglia tra lenzuola fresche..Sui marciapiedi, avviluppati in tersi sacchi di plastica…Forse il mondo intero,oltre i confini di Leonia, è ricoperto da crateri di spazzatura…, ( Leonia “ Le Citta’ invisibili” Italo Calvino ).
Secondo pensiero:
“E’ finita. Siamo arrivati al capolinea. L’evoluzione del genere umano, si è fermata : per cui tra centomila o un milione di anni la faccia dell’essere umano sara’ ancora quella della dell’uomo del 2008“. ( Steve Jones eminente genetista inglese )
Terzo pensiero: Isaac Asimov.
“ Wall-E è programmato per fare la raccolta differenziata. E a forza di riconoscere, separare, classificare scarti, ha acquistato doti umane. Compresa la capacità,la necessità di amare ed essere amato. Da bravo robot, difatti, Wall-E non sa di sapere, ma sente di dover fare ciò che fa.
Ed è sempre un sentimento senza nome che lo afferra quando da un polveroso videoregistratore esce per caso il balletto di un vecchio musical (Hello Dolly )”
L’aspirazione del robot a diventare uomo anche a costo di malattie e morte.
Un film di animazione che mi riattiva i neuroni cerebrali deputati alla memoria ; ma non alla memoria d’archivio ( date, formule..) bensì ad una memoria emotiva passata ( retrograda ) con la favola di Leonia e con leggi della robotica di Asimov; ed ad una memoria emotiva recente ( anterograda ) con la riveduta teoria dell’evoluzione.
Ho trovato tutto ciò incredibilmente straordinario
Il film è bello. E’ un’odissea d’amore fantascientifica, romantica e perchè no: umana
Siamo intorno all’anno 3000; la pagina inziale è lo scenario apocalittico da “ The day-after”. Questa volta però sono i rifiuti a determinare la catastrofe.
Wall-E è l’ultimo robot-spazzino rimasto sulla terra dopo che gli umani l’hanno abbandonata appunto perchè invasa dai rifiuti. ( ed ecco la memoria emotiva con Leonia di Calvino ). Si sono dimenticati di spegnerlo e lui da 700 anni continua a fare quello per cui è stato costruito: comprimere e ammassare rifiuti. Non parla ma si fa capire molto bene a gesti e suoni espressivi.
È un robot-operaio, un po’ alienato, un po’ frustrato, un po’ triste, sempre solo, con l’unica compagnia di uno scarafaggio.
Ha un hobby: collezionare cianfrusaglie capaci di incuriosirlo (ll cubo di Rubik, luci natalizie,vecchie videocassette ). Uniche tracce di un’umanità scomparsa.
Guarda il cielo, quando appare fugacemente tra i miasmi dell’inquinamento; ed ammira gli astri, testimoni di un passato umano schizofrenico e di una speranza che il futuro sia migliore. Ed ecco ancora la memoria emotiva: Wall-E come Chaplin, Keaton..
Questo domani migliore arriva sotto forma della candida Eve, una robot esploratrice ultramoderna programmata per cercare vita sulla Terra e di cui Wall-E…
Con la bella robotina, si ritrova tra in una comoda ed accessoriatissima astronave dove dilagano le peggiori abitudini consumistiche ; qui si è rifugiata un’umanità ridotta ormai ad esseri passivi, che tra loro comunicano solo attraverso i monitor.
Un’umanità divenuta goffa, grassa, indolente, grottesca ( i personaggi di Botero ) , con arti piccoli dalla muscolatura flaccida, superservita da tanti robot ( ma allora non siamo alla fine dell’evoluzione umana come sostiene il prof Steve Jones ? ).
Il film è una favola di strabiliante bellezza, ironico, comico, commovente a più riprese, capace di emozionare solo con le immagini ; infatti per tre quarti praticamente è un film muto.
Le musiche ( non conosco gli autori ) accompagnano il film esaltandone tutti i passaggi.
Andatelo a vedere non è un film solo per bambini; vedrete , gli adulti saranno in tanti ( magari con la scusa di accompagnare i figli).
A propsito apprendo adesso che Wall-E è un acronimo: Waste Allocation Load Lift Earth-class.
Voto otto su dieci