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Se il tuo Cristo è ebreo. Se la tua democrazia è greca. Se… Giugno 22, 2008

Posted by Sandro De Luca in Cinema & Cinema.
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Il Resto della Notte - Un film di Francesco Munzi. Con Sandra Ceccarelli, Aurélien Recoing, Stefano Cassetti, Laura Vasiliu, Victor Cosma, Constantin Lupescu, Valentina Cervi, Susy Laude, Teresa Acerbis. Produzione Italia 2008.

“ Se il tuo Cristo è ebreo. Se la tua democrazia è greca. Se la tua scrittura è latina. Se i tuoi numeri sono arabi. Se la tua maglietta è cinese. Se le tue vacanze sono slave. Allora il tuo vicino non può essere straniero” ( graffito letto nella metropolitana di Berlino )

Schubert scrisse l’immortale “Serenade” agli inizi del 1800 ( forse ).
E’ una melodia che ti è subito familiare a tal punto che non necessita di alcun studio e tantomeno di analisi critiche.
Si tratta semplicemente di una bella melodia dalla prima all’ultima nota, caratterizzata da assoluta perfezione nella finitura e da una grazia e bellezza, per cui uno non si stanca mai di ascoltarla.
E’ una melodia capace di amplificare i tuoi stati d’animo; se sei malinconico, quando l’ascolti la malinconia ti diventa più grande; se sei triste o allegro, ascoltandola…
E’ quello che succede nella fase finale del film, quando l’iquietudine della Ceccarelli diventa immensa, non sopportabile, mentre ascolta appunto Serenade di Schoubert ( gli eventi poi le daranno ragione ).
Il film parla di paure, angosce, attraverso due storie :
Da una parte la ricca famiglia chiusa in una fortezza, ( La Zona, film già discusso ), terrorizzata, senza alcun senso di solidarietà, che vede e controlla la vita in un monitor.
Dall’altra il mostro, l’immigraziione, l’emarginazione e la conseguente integrazione in negativo.
Infatti è una storia di integrazione fallita, dove ci sono minoranze, italiane e straniere, che sbagliano.
Una storia senza tempo e senza luogo; una storia che si ripete da sempre.
Così era nell’antichità di fronte ai biblici spostamenti dei popoli.
Così nelle Americhe dell’altro millennio con emigranti ,stavolta italiani , con le valigie di cartone tenute da spago.
Così nel Nord Est italiano, così a Napoli, a…
Munzi rivela sensibilità e talento nel muoversi, con delicata implacabilità, in questo groviglio di pregiudizi. La tensione resta sempre alta, pur non soffermandosi mai su scene di violenza

Si realizza così un thrillrer asciutto, semplice ma che nello stesso tempo ti coinvolge nella storia di ciascun personaggio, che gli attori interpretano in maniera impeccabile:
• La nevrotica Silvana con il peso del suo travaglio.
• Giovanni con le sue crisi con la moglie e con l’amante.
• Marco il tossico ancora più infelice per il figlio che un giudice gli ha sottratto.
• Ianut che vorrebbe per “..Maria e per suo fratello una speranza di vita…”

Tutti sospesi in quel che resta della notte.
Esempio di neorealismo ai tempi della globalizzazione?

Voto: sette su dieci

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