Stato etico o stato di diritto? X Giugno 28, 2009
Posted by Sandro De Luca in Cinema & Cinema.Tags: Bassolino, I love radio rock., Stato di diritto, Stato etico, Sudd, Una notte da leoni
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In giro per le sale cinematografiche c’è poco o nulla. Se proprio non avete impegni andate a visionare due film modesti, senza pretese, ma onesti: Una notte da leoni e I love radio rock. Intanto sorbitevi questo secondo contributo sul blog del nostro benamato Governatore Bassolino , sempre se navigate da queste parti.
E’ da poco che frequento questo blog, e ciò che mi ha colpito è il denominatore comune che caratterizza i vari interventi: l’esigenza, il gusto della visibilità.
Intervenire comunque e sempre, anche a costo di dire cose ovvie al limite della banalità; il necessario che si appaia ed in questo apparire si perpetua il rito dell’autoreferenzialità.
E’ la trappola in cui si rischia di cadere quando c’è una piazza ( anche se virtuale ) in cui si può liberamente ( ? ) intervenire. E probabilmente è la stessa trappola in cui sono caduto io ed in cui sto cadendo adesso.
Da persona “qualunque ed anonima” quale mi ritengo, avevo suggerito un escamotage, un’opzione razionale e con importante valenza emotiva per superare le sabbie mobili, o meglio per raggiungere la sponda che limita la zona paludosa in cui versa la politica attuale; ed integrare così il forte simbolismo che tracima dalla parola Sudd ( v. primo intervento ).
Il fatto che non mi abbia risposto nessun frequentatore / ideatore del blog anche per dirmi che ho scritto stro.., mi fa capire alcune cose.
Ognuno interviene non leggendo l’altro, ma per sé, per la sua visibilità, con un linguaggio corretto, ma noioso, con terminologia esatta ma priva di passione. Solo per la visibilità. Solo per l’autoreferenzialità.
Dov’è quella Scuola Politica che ha cercato di coniugare l’ideale con il reale o meglio ha cercato di cogliere lo “Spirito del mondo”?
Bassolino sicuramente è stato uno dei migliori allievi di questa Scuola; lo ha dimostrato da Sindaco ed, a fasi alterne, da Governatore.
E’ il segno dei tempi; l’ascoltare e discutere con l’altro ( Bassolino ha basato una delle sue campagne politiche solo “sull’ascoltare” ) forse è considerato un metodo obsoleto.
E lo dimostra la risposta che non c’è stata ad un semplice quesito posto; quesito che nasce dall’inquietudine di uno come me, persona qualunque ma con un percorso di vita ( sociale, lavorativo, politico.. ) impeccabile e trasparenza.
NB
Per meglio comprendere questo intervento, si deve leggere anche il precedente ( Stato di diritto o stato etico? IX )
Stato etico o stato di diritto? IX. Parliamo di Sudd, la nuova formazione politica che accomuna… Giugno 23, 2009
Posted by Sandro De Luca in Cinema & Cinema.Tags: Bassolino, Borboni, Limo, Munch, nilo, Sudd
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Sudd è una parola araba ed indica una vasta regione paludosa formata dal Nilo nella zona meridionale del Sudan.
Nel Sudd, il fiume scorre tra innumerevoli canali che si intrecciano e si intersecano, per cui il percorso può cambiare periodicamente.
Quanti significati simbolici in questa breve parola: la politica stagnante e paludosa; le varie formazioni politiche che si intrecciano, si avviluppano, si allontannano..; ma c’è il Sacro Nilo che nobilita tutto producendo quel fango ( limo ) che fertilizza le terre circostanti.
Ecco, il limo: fango da cui nascono fiori.
Ma Sudd richiama anche il nostro meridione; e la doppia finale ha un significato ben preciso: è un lamento non sommesso ma gridato. E’ Munch che urla dolente e sconsolato.
Ma che cosa è la politica? E soprattutto chi è il politico, il politico eccellente?
Eccellente è il politico che si ispira al celebre discorso di Pericle sulla Democrazia “ Ad Atene noi facciamo così…”
Eccellente è il politico che progetta strategie di ampio respiro e che ha come unico obiettivo l’interesse di tutti, in particolare dei più fragili.
Eccellente è il politico che sogna e fa sognare.
Eccellente e nobile è il politico che ti fa sperare e ti riscalda il cuore.
Bassolino lo considero l’ultimo dei Borboni ( attenzione Borbonico non ha assolutamente una valenza negativa, anzi ).
Perfeziona questo tuo progetto politico che ruota intorno alla parola SUDD dai molteplici significati.
Completa questo tuo disegno. Come?
Rinnovando la classe dirigenziale; e fin qui dico solo cose scontate.
Ma come rinnovare e soprattutto chi è il nuovo?
Da tempo vado sostenendo che persone in grado di dare nuova linfa alla politica ci sono; non bisogna neanche tanto cercare.
Allunga il tuo sguardo verso le periferie, in altre città e paesi; cerca sindaci piccoli piccoli, assessori piccoli piccoli, consiglieri piccoli piccoli, ma che svolgono un lavoro immenso, anzi doppio lavoro visto che, per sostenersi, conservano quello di origine.
Cerca queste persone, che producono politica ( nel senso nobile del termine ) e la producono tra un milione di difficoltà.
Cercale queste persone, soprattutto in quelle realtà difficili, dove anche il più semplice atto è faticoso.
Cercali, ce ne stanno e sono tantissimi: non conta l’età cronologica, ma i meriti che si sono conquistati su un campo irto di difficoltà, su un campo che è la nostra realtà.
Non limitarti a chiamare solo i tuoi scudieri ( attenzione ho detto scudiero non servo ).
Solo così dissolverai quelle ombre che ancora ingrigiscono il tuo recente passato.
Agisci così e vedrai che ci ritroverai ancora sul tuo cammino, e ci ritroverai silenziosi e riservati.
Ne siamo in tanti.
A presto. Sandro De Luca
Nella tradizione orientale e in quella greca e romana l’apparizione dei fantasmi non è associata al sentimento della paura. Giugno 13, 2009
Posted by Sandro De Luca in Cinema & Cinema.Tags: Cane Maggiore, cinema, Fantasmi, Gemelli, Hitchcock, horror, Kristen Stewart, Orione, Orsa Maggiore, Shining, Sirio, The Messengers
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The Messengers
Un film di Oxide Pang Chun. Con Kristen Stewart, Dylan McDermott, Penelope Ann Miller, John Corbett. Produzione USA 2007
Beh , lasciare il caos della città per la pace della campagna in un cascinale isolato, non sempre è una buona idea; soprattutto se tra quelle mura anni prima è successo qualcosa di terribile.
Ecco il film si muove su questi due topos, rimandando di volta in volta agli Uccelli di Hitchcock o al bambino di Shining, mentre insegue su un lungo e inquietante corridoio una macchininina-giocattolo.
L’ho visionato perché più volte me l’ha chiesto una dolce e carina vampiretta pikkola e gotica ( ricorda molto la protagonista adolescente ); ed io ho provato a vederlo con i suoi occhi, cercando così di capire perché le è tanto piaciuto questo film, che anche se scontato e prevedibile, riisulta visivamente e ritmicamente ben concepito.
La prima scena è la volta celeste; e quando lo sguardo va alla volta celeste il cuore è ben predisposto
E’ un cielo invernale; infatti si vede il gigante Orione ( una cui stella porta il nome che avevo dato al mio cane, Rigel ); l’altra costellazione ben visibile è quella dei Gemelli ; c’è Sirio ( della costellazione Cane Maggiore ) ed Eridano.
Ebbene questo firmamento immenso nella sua bellezza e serinità , è violato da una tragedia familiare.
La famiglia, ancora una volta la famiglia bella serena come il firmamento, che viene offesa ed umiliata da incubi di una mente malata.
Un’altra famiglia ricompare anni dopo; è una famiglia a pezzi, problematica dove ogni membro ha un suo vissuto, una famiglia dove dominano incertezze, dubbi e contraddizioni.
In tale contesto di inquietudini, possono prendere forma anche figure o presenze indefinite, amorfe, che si richiamano o ricordano qualcosa.
Noi li chiamiamo fantasmi, altri spettri, altri ancora larve.
Ma il fantasma è un’entità protettiva, delicata, generosa; non fa mai del male ai viventi.
Sono pericolosi se noi li vediamo pericolosi; sono orrendi quando noi li vediamo orrendi.
E perché talvolta li vediamo orrendi e pericolosi?
Per il semplice fatto che il nostro cuore sta vivendo dei momenti poco tranquilli, perché la nostra mente forma pensieri un po’ inquieti, forse perché veniamo presi da paure o ansie di altri che ci stanno vicini..
Potrei dirti tante altre cose vampiretta pikkola e gotica...
Invece guarda il cielo; è un cielo estivo. L’Orsa Maggiore è straordinaria, e dolcemente osserva la Vergine che accarezza amorevolmente il docile Corvo che sta quasi sull’orizzonte.
E’ lo stesso corvo del film, il corvo che noi vediamo minaccioso e che forse ha solo bisogno di mangiare e di una carezza.
Ciao vampiretta M.C.
Ma sai che veramente tu somigli alla giovane protagonista?
Il voto dallo tu.
“Ad Atene noi facciamo così…” – Pericle, 400 a.C. Giugno 4, 2009
Posted by Sandro De Luca in Cinema & Cinema.Tags: america, atene, cinema, democrazia, elvis preasley, Forrest Gump, impeachment, Kant, lennon, panchina, pericle, robert zemeckis, tom hanks, Vietnam
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Forrest Gump
Un film di Robert Zemeckis. Con Tom Hanks, Robin Wright Penn, Gary Sinise, Mykelti Williamson, Sally Field. USA 1994
Qual è l’oggetto che esprime la massima espressione di una Democrazia antica e consolidata?
Lo affermo in maniera categorica e senza ombra di smentita: la PANCHINA.
Ma che cos’è la Democrazia?
“Ad Atene noi facciamo così. Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia. Qui ad Atene noi facciamo così. Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti….”
Pericle 400 a C.
E che cos’è la Panchina? Parafrasando Kant, possiamo dire che la Panchina sta alla Democrazia come la mano sta al cervello.
La mano “ estroflessione del cervello “ ( sempre Kant )… quest’artiglio strano che attraverso una gestualità armonica e delicata, racconta.; che attraveso un contatto fisico, percepisce; che attraverso carezze ricevute, date o negate, capisce; che attraverso un’immobilità eloquente, ascolta.
E come la mano, anche la Panchina racconta, percepisce, capisce, ascolta.
E sa ascoltare, non per tecniche avanzate di comunicazione proposte da corsi vari ( è stata autodidatta attraverso i millenni )…. sa ascoltare con l’orecchio ( che tiene ben celato tra le assi ) e con il cuore, che non ha bisogno di nascondere.
Perché la Panchina è cuore, con cui riesce a cogliere il disagio o la sicurezza, la tristezza o la gioia.. dalle vibrazioni del tuo corpo, anche se stai muto.
E’ l’empatia al massimo dell’espressività; l’empatia che Lei stabilisce con tutti, indipendentemente dalla razza, dallo stato sociale e dall’orientamento politico, religioso e sessuale.
Se non è questo un alto esempio di Democrazia….
Ma pare, che per una questione di ordine pubblico, o meglio in nome della sicurezza, anche le Panchine ….
Era la metà degli anni ’90 del secolo scorso, quando incominciai a guadare la Panchina in modo diverso, con più rispetto, con amore. Tutto questo dopo aver visto questo delizioso film.
La storia dell’America è la storia di Forrest Gump: un “ non omologato intellettivamente” che diventa denominatore comune di tutti gli eventi che hanno coinvolto gli americani.
Da bambino, insegna, ad un ancora sconosciuto Presley, il celebre “pelvis movement”.
Suggerisce a Lennon le parole di Imagine.
Si laurea perché è un campione di corsa, diventa un eroe per caso in Vietnam , diviene straricco suo malgrado , diventa una specie di guru non volendo; è ricevuto da tre presidenti alla Casa Bianca; sempre per caso provoca lo scandalo Watergate, conosce l’Aids…
Quaranta anni di storia e cultura pop americana, raccontati da un semplicione sapete dove? Su una Panchina.
Ed ecco che ricompare la Panchina che ascolta, percepisce, capisce..
La Panchina come esempio della grande Democrazia degli Americani, che sono capaci di portare guerra nel mondo, ma anche di riconoscere gli errori, mandare in impeachment un Presidente, di non vergognarsi di portare sullo schermo le vergogne, di non mostrare solo l’America conservatrice, ma anche quella progressista, hippie, contestatrice..
Questa è l’America. E Robert Zemeckis la racconta in maniera poetica, ironica e grottesca.
Senza complessità, ma con semplicità e leggerezza ; la stessa leggerezza della piuma che svolazza su Forrest .
Tom Hanks, Robin Wright Penn, Gary Sinise.. sono straordinari. Le musiche di Dylan, Hendrix, Bacharach, the Doors sono eccellenti.
Il film è un capolavoro.
Più recentemente ricompare la Panchina in tutta la sua potenza narrativa in Caos calmo
Ma questa è un’altra storia.
Caspita, è lungo il pezzo. Ma quando si parla di Panchine..
Voto: Almeno otto su dieci
“Se dovessi scegliere tra un governo senza giornali e giornali senza un governo, non esiterei un istante a scegliere la seconda opzione”. (Thomas Jefferson – 16 Gennaio 1787) Giugno 1, 2009
Posted by Sandro De Luca in Cinema & Cinema.Tags: bill gates, cinema, giornalista d'assalto, gli uomini odiano le donne, Gotico, hacker, hegel, Män Som Hatar Kvinnor, Niels Arden Oplev, Stieg Larsson, thomas jefferson, unione
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Uomini che odiano le donne
(Män Som Hatar Kvinnor)
Un film di Niels Arden Oplev. Con Michael Nyqvist, Noomi Rapace, Lena Endre, Sven-Bertil Taube, Peter Haber, Peter Andersson…Produzione Svezia, Danimarca 2009.
Il nome Stieg Larsson e trilogia del Millenium è una sola cosa.
Morto prematuramente, era giornalista e scrittore Svedese ( o Danese ? ), massimo esperto di organizzazioni neonaziste.
Il film è un gradevole giallo , di impostazione classica, dove Sherlock Holmes fa scuola con il suo metodo induttivo.
Si parte da lontano con due storie narrative diverse che si intrecciano e…
Stucchevole in alcuni passaggi finali, ingenuo in alcune scene, il film si fa seguire con leggerezza, nonostante la lunghezza.
Prima considerazione: quei paesi del Nord Europa sono fantastici; li vedi e capisci perché le incombenti atmosfere gotiche nascano in quei luoghi.
Seconda considerazioni: gli Hacker; questi ingegnosi criminali informatici, questi geniali imbroglioni , questi…
Io resto affascinato da loro.
Ricordo qualche anno fa uno di questi giovanissimi hacker si introdusse ( ovviamente per via informatica ) nelle segrete stanze di Bill Gates ( ho detto Bill Gates! ) e si servì della sua carta di credito. Bill Gates non solo non lo denunciò, ma lo assunse nel suo staff.
Terza considerazione: che significa essere giornalisti?
Hegel con la sua filosofia ha cercato di coniugare l’ideale con il reale o meglio ha cercato di cogliere lo “Spirito del mondo”.
Ebbene i giornalisti hanno un missione importane: raccontare lo spirito del mondo; devono essere dei piccoli Hegel.
Cavolo che paragone. Saranno contenti i giornalisti.
“Se dovessi scegliere tra un governo senza giornali e giornali senza un governo, non esiterei un istante a scegliere la seconda opzione”. (Thomas Jefferson – 16 Gennaio 1787).
A quanto pare l’insegnamento di Jefferson non fa proseliti qui in Italia.
Lo dimostra l’intolleranza crescente verso i giornali; la demonizzazione dell’informazione da parte di una “razza padrona” dedita alla difesa prevalentemente dei propri privilegi, realizzando la strage dei valori, modellando e poi gradualmente imponendo “una cultura mercantile, materialistica, superficiale, egoistica e violenta”.
Ma mio avviso, fare giornalismo non significa solo raccontare lo spirito del tempo; ma consiste anche nel ribellarsi in maniera dura e soprattutto UNITI contro chi vuole criminalizzare la stampa in toto.
L’ UNIONE di tutti i giornalisti, indipendentemete dai vari orientamenti; scatenare un’offensiva dura e violenta contro padroni servi e cortigiani.
Ma troppi servi e cortigiani ben pagati li troviamo proprio tra quelli che Jefferson difese a suo tempo.
Povero Jefferson, povero Hegel.
Andate a vedere il film. Ripeto si fa seguire e può dare questi ed altri spunti di riflessione.
Voto tra sei e sette su dieci
Stato etico o Stato di diritto? VI Maggio 27, 2009
Posted by Sandro De Luca in Cinema & Cinema.Tags: Assisi, Cimabue, Effetto farfalla, Marco Bellocchio, San Francesco, Stato di diritto, Stato etico, Teoria del caos, Vincere
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Vincere
Un film di Marco Bellocchio. Con Filippo Timi, Giovanna Mezzogiorno, Fausto Russo Alesi, Michela Cescon, Pier Giorgio Bellocchio…Italia, Francia 2009.
Assisi, Chiesa di S. Francesco, Basilica superiore. Ai lati del transetto, ci sono due affreschi rappresentanti la Crocifissione.
Sono perfetti tutti e due ( parlo in rapporto alla mia scarsa cultura in merito ).
Ma uno è tracimante di dolore e pathos ( forse è del Cimabue), l’altro ( non ricordo l’autore ) è qualcosa di bello magari, ma senz’anima.
Il film è elegante; signorile; fine; in una parola è un film aristocratico.
Non una parola fuori posto; non un’inquadratura sfasata; non un colore inopportuno
Audace ma non volgare; provocatore ma non villano; sfrontato ma non insolente.
In una parola: perfetto.
C’è la teoria del caos ( non ricordo bene di che parla ) della quale mi colpì “l’effetto farfalla” ( se una farfalla batte le ali più intensamente in Corea, può verificarsi un tornado in un’altra parte del mondo). Beh, forse è meglio che mi vado a riguardare queste teorie.
Ecco forse manca un po’ di caos come tipico di queste grandi epoche di storia, forse manca l’effetto farfalla.
Insomma manca quel senso di imprevedibilità che fa volare una storia ( falsa o vera che sia ) in alto, tra i sogni e le fantasia del “c’era una volta”.
Insomma il film oscilla come un pendolo tra le due Crocifissioni nel transetto della Basilica superiore di S. Francesco d’Assisi.
Piuttosto il messaggio che si può cogliere ( ahia il messaggio famoso che non poteva mancare in un lavoro di Bellocchio ) è il rapporto tra governo che evolve ( involve ) in potere che involve in dominio assoluto da parte di qualcuno.
Cioè quando muore lo Stato di diritto e si costruisce lo Stato etico.
Mussolini intuì in maniera geniale la potenza dell’immagine, anche se non c’erano le televisioni.
Mussolini capì l’importanza di controllare i mass-media dell’epoca.
Mussolini si convinse che la sua immagine privata ( costruita ad arte ) doveva coincidere con quella pubblica e dare una sensazione di pace, serenità.. “del tutto va bene”, al popolo. E guai se qualche oppositore di centrosinistra ( chiedo scusa ) dell’epoca o qualche giornalista creasse qualche elemento perturbatore di tale immagine. Fosse anche una moglie ed un figlio.
Filippo Timi è bravo; la Mezzogiorno rimane una promessa.
Bel film, bello l’affresco della Crocifissione, ma non è del Cimabue.
Voto sei su dieci
“Solo i mediocri sono sempre al loro meglio” Anonimo, forse Maggio 21, 2009
Posted by Sandro De Luca in Cinema & Cinema.Tags: Colin Farrell, Eduard Norton, Jon Voight, Pride and Glory
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Pride and Glory – Il prezzo dell’onore
(Pride and Glory)
Un film di Gavin O’Connor. Con Eduard Norton, Colin Farrell, Jon Voight.. USA 2008
Questo è l’altro film recensito e dimenticato.
Eduard Norton ha un consolidato status di attore intelligente e schivo.
Un attore pieno di una bellezza che sfugge alle definizioni.
Un attore che si è distinto per lavori straordinari ( La 25 ora, The Illusionist.. ), e ci ha abituato al Bello; un attore che …
Ma perché un attore del genere rovina la sua immagine, delude il pubblico ed i suoi affezionati, con un film di quart’ordine che il sottoscritto ha scelto per trascorrere la sua serata solo perché c’era il suo nome?
E’ questione di “vile denaro”? Allora la prossima volta faccelo sapere; saremo contenti di proporre una colletta tra i tuoi fans, pur di evitare che tu possa fare figuracce.
Più o meno la stessa cosa vale per Colin Farrell e Jon Voight.
Beh, lanciamo un paracadute a Norton ed agli altri. Non sono dei mediocri, ecco perchè talvolta non sono al loro meglio.
NB Questi due film li trasmettono sempre su qualche canale; adesso avete uno spunto in più per scegliere.
Voto: due su dieci
“La vita è come un pendolo che oscilla incessantemente fra magia, illusione e faticosa realtà” , parafrasando Schopenauer Maggio 21, 2009
Posted by Sandro De Luca in Cinema & Cinema.Tags: Eduard Norton, Eisenheim, Jessica Biel, Paul Giamatti, Pinot nero, Schopenauer, The Illusionist
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The Illusionist – L’illusionista
Un film di Neil Burger. Con Edward Norton, Paul Giamatti, Jessica Biel, Rufus Sewell, Eddie Marsan .. USA 2007.
Navigando tra i file del mio computer, ho trovato recensioni di alcuni film mai pubblicate. Non so perchè.
Ne ho scelto due; leggetele e capirete perchè.
“Tutto quello che avete visto qui sono state solo delle illusioni”, dice l’ imperscrutabile Eisenheim alla fine di ogni spettacolo, generando scompiglio con i suoi trucchi mozzafiato.
Edward Norton possiede un raro talento; qualsiasi personaggio interpreti, egli si rivela un’ abile incantatore, capace di ipnotizzare tutte le platee.
In questo film incantevole è un mago di professione, operante sulle scene della Mitteleuropea nella crepuscolare era absburgica.
Il suo nome è Eisenheim (la cui figura è ispirata al mago e chiaroveggente Erik Jan Hanussen, assassinato dai nazisti nel 1933).
Il suo palcoscenico, è la malinconica Vienna di fine secolo diciannovesimo ( città di Freud, Mahler, Schoenberg.. ).
La storia, giocata sull’antinomia tra raziocinio e inganno, è un inno all’amore, puro, semplice e devastante, e si rivela una fiaba avvolgente che sconfina in un trillher sorprendente
L’imperscrutabile Eisenheim¬ – Norton è elegante e non finisce mai di stupirci.
L’ intransigente capo della polizia Uhl, un uomo che sa nascondere una mente brillante e razionale dietro l’aspetto da grigio funzionario, è il bravissimo Paul Giamatti ( indimenticabile il suo monologo d’amore per un.. Pinot d’annata in “Sideways “).
La leggiadra e delicata Jessica Biel, contribuisce in maniera incisiva ad ingentilire la storia.
L’esecuzione del lavoro è perfetta, e Neil Burger conquista e convince anche gli scettici, “ giocando le carte emotive del piacere dello stupore; e non manca qualche allusione all’inganno fisiologico del cinema”.
Voto: sette su dieci
Tutto ciò, signori delegati…è riassunto nel grido che, ogni giorno, gli oppressi de mondo proclamano.. ….Questo motto è: Patria o Morte ,1964 discorso ONU Maggio 10, 2009
Posted by Sandro De Luca in Cinema & Cinema.Tags: Benicio del Toro, Che - Guerriglia, Che Guevara, cinema, Concilio Vaticano II, Passione di Cristo, Steven Soderbergh, Teologia della liberazione
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Che – Guerriglia
(Che: Part Two)
Un film di Steven Soderbergh. Con Demiàn Bichir, Rodrigo Santoro, Benicio Del Toro, Catalina Sandino Moreno… Produzione Spagna, Francia, USA 2009.
« Venerabili Fratelli e Diletti Figli Nostri! Pronunciamo innanzi a voi, certo tremando un poco di commozione, ma insieme con umile risolutezza di proposito, il nome e la proposta della duplice celebrazione: di un Sinodo Diocesano per l’Urbe, e di un Concilio Ecumenico per la Chiesa universale. ».
Iniziava il Concilio Vaticano II. Stavamo gli inizi degli anni ’60.
Concilio voluto da Papa Giovanni XXIII; un grande
Nonostante gli evidenti contrasti con la componente tradizionalista, fu un vero e proprio Concilio “ecumenico”: raccolse cardinali, patriarchi e vescovi cattolici da tutto il mondo, ribadendo in maniera forte l’universalità della Chiesa, in tutte le sue realtà e diversità: ovvero la riscoperta di una Chiesa popolare.
In questo contesto nasceva il movimento della Teologia della Liberazione, prevalentemente nei regimi repressivi sudamericani.
“La situazione attuale della maggioranza dei latinoamericani contraddice il disegno divino.. La salvezza cristiana include una liberazione integrale dell’uomo… la liberazione economica, politica, sociale e ideologica, come visibili segni della dignità umana”.
Questo era il fondamento della Teologia della Liberazione. Qualcosa di straordinario.
Steven Soderbergh e Benicio Del Toro si sono ispirati a questo movimento cattolico; hanno realizzato un film pregnante di fede, speranza, sofferenza. Una passione: La Passione di Cristo.
I tempi sono quelli della Pasqua. Il ritmo è della via Crucis. L’asma incalzante del Che, espressione di quell’attimo di debolezza di Cristo ( Padre perché mi hai..? ). I discepoli, umili compagni di una grande avventura. I traditori per trenta danari, pochi.
Ma che furbo questo Steven Soderbergh!
Ti fa intendere che non pretende assolutamente di farti sposare le causa rivoluzionaria per i poveri, gli umili, gli emarginati, i diseredati; non ti vuole convincere di lottare per tutti i “ sud del mondo”.
Ma poi realizza un lavoro che ti coinvolge, che rimuove tutte le stratificazioni del tempo che hanno in qualche modo messo in un angolo profondo della tua coscienza gli ideali nobili che hanno accompagnato la tua crescita.
Ideali che si ripresentano potenti ed immensi a tal punto da ricreare in te una voglia di combattere, per una società migliore.. va beh, adesso sto scantonando.
Non ci sono primi piani enfatici , non ci sono eroismi, ma solo pathos ed un’aura dolente, percezione della imminente fine.
Ma è indubbio che il senso di religiosità presente nel film pervade lo spettatore, che resta ammutolito ed in grande rispetto verso il Che combattivo, disperato e mai domo.
Le sequenze sono magistrali, di alta scuola come l’ultima quando il Che cade per terra e tu cadi con lui; quando il Che guarda il suo assassino mentre la vista si offusca per la morte imminente; ed anche i tuoi occhi si offuscano ma per qualche lacrima. Mi fermo qua.
Benicio Del Toro è immenso nella sua bravura.
Voto otto su dieci
Stato Etico o Stato di diritto? V Maggio 9, 2009
Posted by Sandro De Luca in Cinema & Cinema.Tags: Berlusconi, cinema, Kazakistan, Tulipano, Tulpan, turchia, Veronica Lario
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Tulpan – La ragazza che non c’era
(Tulpan)
Un film di Sergei Dvortsevoy. Con Ondas Besikbasov, Samal Esljamova… Germania 2009
Francamente non sapevo che il tulipano fosse originario della Turchia, dove cresce spontaneamente e dove iniziò ad essere coltivato circa 1000 anni fa.
Una leggenda turca fa risalire l’origine del fiore alle gocce di sangue versate per amore da un giovane innamorato deluso. Il tulipano nel mondo orientale significa amore perfetto.
Il paese europeo dove i tulipani hanno avuto più successo è stato senza dubbio l’Olanda.
Qui tra noi ha assunto un’altro significato: incostanza.
Nel Kazakistan vive Tulpan, una ragazza la cui massima aspirazione è di trasferirsi in città, di studiare e lavorare e non certo andare in sposa ad un pastore dalle orecchie a sventola e continuare la sua esistenza nella steppa ad allevare animali.
Il sogno di una vita non cadenzata delle esigenze delle capre, non dal ritmo delle stagioni; non sotto una tenda senza libri e riviste; e dove se piangi le tue lacrime non bagnino solo sassi, sabbia o magari carne di capra.
Veronica Lario è triste e mentre le sue lacrime bagnano l’aragosta che il maggiordomo le ha servito, ripensa alla sua vita; ed allora in uno scatto di rabbia, indossa il primo visone che trova, sbatte la porta in radica di noce e si siede nella berlina maltrattando l’autista che le aveva aperto la porta.
Poi ritorna sui suoi passi , e scrive una lettera con la montblanc d’oro infarcita di brillanti .
Tulpan non può scrivere, perché non ha neanche una vecchia bic, ma soprattutto perché è analfabeta.
Tulpan si consola con un tè ; anche Veronica sorseggia un tè nel pregiato servizio regalatole da una sua amica e comprato a Londra…
Questo è ciò che andavo scrivendo qualche giorno fa, dopo aver visto il film Tulpan; in contemporanea c’è stata la lettera della Signora Veronica.
Poi mi sono fermato. Pubblico adesso queste sciocchezze dettate dall’iniziale fastidio ed dall’immediata irritazione per i lamenti di una donna tanto ricca…
Ho riflettuto, neanche tanto a lungo.
Tulpan, nella stessa situazione, avrebbe fatto la stessa cosa,magari usando i mezzi non altamente sofisticati a disposizione in quel paese sperduto e povero di tecnologia.
Veronica incarna un archetipo : la donna offesa ed umiliata nel suo essere donna, nel suo essere moglie e nel suo essere madre. E mi fermo qui; anche perché tutto è chiaro a tutti ( anche ai cortigiani ben pagati ).
Chiedo scusa alla Signora Veronica per le cose inizialmente pensate; e le invio in omaggio trecento Tulipani ( anche se virtuali ), uno per ogni parola di questo scritto.
Sì, tulipani , ma con il loro significato originario.
Comunque andate a vedere il film Tulpan: asciutto, senza fronzoli, efficace, che a “forza di paesaggi, prove da superare, intimità fra adulti, bambini, animali, evoca un mondo in via di estinzione ma sepolto nella memoria ancestrale di ognuno di noi”.
Il neorealismo italiano fa ancora scuola.
Voto: sette su dieci